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Amarena
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A partire dagli anni 20 inizia la produzione degli sciroppi, alcolici e non alcolici. Nello stesso periodo fa il suo esordio il prodotto più famoso della Fabbri: la “Marena con frutto”, ispirato da una ricetta della moglie di Gennaro Fabbri.
Aperto lo stabilimento di Bologna, si concretizza l’idea degli sciroppi e i primi sono quelli di menta e di granatina. È poi la volta della celebre amarena, la cui lavorazione trae spunto da una ricetta ideata da Rachele Buriani, moglie del titolare. Il prodotto, inizialmente venduto in damigiane, porterà notorietà e fortuna a Fabbri grazie al suo inconfondibile vaso in ceramica con decori bianchi e blu. Il primo esemplare viene commissionato da Gennaro al ceramista Gatti di Faenza come affettuoso dono per la moglie, per ringraziarla dell’invenzione di quel nuovo prodotto.
Gli anni 30 segnano la nascita della ciliegia al liquore e l’ampliamento della gamma con le confetture, unica produzione consentita durante il difficile periodo bellico.
I figli Romeo e Aldo partecipano sempre più attivamente allo sviluppo dell’azienda finché, nel 1933, ne viene cambiato il nome in “Ditta G. Fabbri di Aldo e Romeo Fabbri”. Poco prima di morire, Gennaro acquista il Bar Centrale, che i figli trasformano in elegante locale dove degustare e acquistare i prodotti Fabbri. Prerogativa unica per quei tempi, il locale rimane aperto 24 ore su 24 e diventa così luogo d’incontro della gioventù cittadina e dell’alta borghesia.
Gli anni 30 segnano la nascita della ciliegia al liquore e l’ampliamento della gamma con le confetture, unica produzione consentita durante il difficile periodo bellico.
I figli Romeo e Aldo partecipano sempre più attivamente allo sviluppo dell’azienda finché, nel 1933, ne viene cambiato il nome in “Ditta G. Fabbri di Aldo e Romeo Fabbri”. Poco prima di morire, Gennaro acquista il Bar Centrale, che i figli trasformano in elegante locale dove degustare e acquistare i prodotti Fabbri. Prerogativa unica per quei tempi, il locale rimane aperto 24 ore su 24 e diventa così luogo d’incontro della gioventù cittadina e dell’alta borghesia.

