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Amarcord dalla Basilicata al Sigep di Rimini

30 gennaio 2017

Nel 1966, appena diciottenne, il barman lucano Fortunato Zaccaro ottenne la Targa Amarena Fabbri inventando un nuovo cocktail. Mezzo secolo dopo ha celebrato quella “storica” vittoria rileggendo al Salone riminese la sua ricetta.

Nel maggio del 1966 un giovanissimo barman della Basilicata, a soli 18 anni, sfidò colleghi ben più esperti concorrendo a Bologna per la Targa Amarena Fabbri. Fortunato Zaccaro, classe 1948, sbaragliò la concorrenza: vinse a sorpresa con un nuovo cocktail creato con 2/4 di Marendry Fabbri, 1/4 di succo d’arancia e 1/4 di triple sec.

È passato oltre mezzo secolo, ma il tempo non sembra aver intaccato l’entusiasmo del signor Zaccaro, che è stato tra i protagonisti del Sigep, il Salone Internazionale di gelateria e pasticceria di Rimini, dove ha festeggiato presso lo stand Fabbri l’anniversario di quella vittoria riproponendo per il pubblico della fiera la preparazione della ricetta grazie a cui vinse.

«È stata una grande gioia essere invitato da Fabbri a ripresentare, cinquant’anni dopo, il cocktail che in qualche modo ha segnato l’inizio del mio percorso professionale» ha commentato, emozionato, Fortunato Zaccaro. «Nel ’66 ero ancora minorenne, la maggiore età scattava a ventun anni. Ma già allora, quando mi consegnarono la Targa Amarena Fabbri, capii quale sarebbe stato il mio destino professionale».

Fortunato, in pensione da meno di un anno dopo una lunga carriera come bartender e maître nella nativa Maratea in Basilicata, ha riproposto al pubblico di Rimini il suo cocktail aggiornandolo in chiave contemporanea. Al Marendry Fabbri, che torna proprio quest’anno ad essere prodotto dopo più di quarant’anni diventando un bitter all’amarena, è stata aggiunta anche una leggera nota di vodka.

Durante la cena di gala Fabbri a Rimini, il signor Zaccaro ha ricevuto da Nicola Fabbri, quarta generazione della famiglia del fondatore dell’azienda, due omaggi in ricordo della storica vittoria del ’66: una bottiglia originale di Marendry (reperto quasi storico dal momento che gli stampi delle prime bottiglie sono andati perduti) e una bottiglia del “nuovo” Marendry. Celebrazione del passato, insomma, ma anche augurio per il futuro.